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Riecco il PalaDozza: dove abbiamo iniziato a spiccare il volo

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PalaDozza di Bologna. Basta citarlo per respirare subito aria di basket che conta, assaporare storia e fascino. In una parola, un simbolo di questo sport.

Per Montecatini, un palazzetto dove per certi versi tutto ebbe inizio. Da quella prima trasferta datata gennaio 1988, primo anno di A2 targato Sharp: un esodo di 1000 cuori rossoblù, sconfitta 110-95 con la allora Yoga di Zatti, Bucci, Masetti e Albertazzi, passando alla stagione di A1 del 1989/90 (ko sia con Knorr che con Arimo) alla storica promozione della stagione 1991/92, vincendo la partita decisiva in terra bolognese che in quella primavera di 34 anni fa significò nuovamente A1. Era 0’8 marzo 1992, in panchina Benvenuti, in campo Boni, McNealy, Johnson, Capone, Rossi. Seconda promozione rossoblù verso l’olimpo, tre anni dopo la prima volta.

E poi…, quella volta che Danilovic con la sua Buckleer Beer, sempre al Madison, ci punì sulla sirena: 88-87, sconfitta beffaa, stagione 1993/94, il 9 gennaio. Altri tempi, altro basket.

E siamo ai giorni nostri. Ovvero nel cuore della stagione 2024/25, esattamente il weekend centrale di marzo di una stagione molto intensa.

Un gruppo molto ambizioso, composto da Burini, Chiarini (che però è infortunato), D’Alessandro, Toscano, Bedin, e poi da capitan Savoldelli, Passoni, Acunzo e Di Pizzo, il neo arrivato Stanic, i giovani Cellerini e Albelli. In panchina coach Del Re: dopo aver conquistato al termine del girone d’andata il secondo posto (decisiva la vittoria sul parquet di Sant’Antimo per l’Epifania), ci si gioca proprio al PalaDozza l’ambita Coppa Italia 2025. Doveva essere Genova, il teatro, almeno nei progetti. Invece, Bologna, il tempio della palla a spicchi: un segno del destino.

Avversarie di spicco: la prima del girone B, Roseto, e le prime due dell’altro girone della B, ovvero Legnano e Treviglio.

Sabato 15 marzo la prima vittoria a Piazzale Azzarita, rimontando con Legnano dopo venti minuti complicati. Stanic trascina, Bedin completa l’opera (e si metterà il cappello di Mvp) con Toscano e Lollo D’Alessandro: alla fine i rossoblù vincono 84-74 contro la squadra di Piazza e si qualificano per la finale del giorno dopo. Avversaria la favoritissima Roseto di coach Gramenzi, che ha battuto Treviglio. Quella Roseto che poi andrà a conquistare la promozione, meritatissima, in A2 con Ruvo e Mestre (ce lo ricordiamo purtroppo..).

E quella domenica 16 marzo al PalaDozza La T Gema compie l’impresa di tenere sempre in scacco la corazzata Liofilchem: in un Paladozza ribollente di tifo e entusiasmo, Montecatini va sul 40-31 all’intervallo tra gli applausi e poi contiene il ritorno degli avversari sospinti da Aukstikalnis (24) e Durante (17) che nel finale impattano, ma Toscano (17 punti), Bedin (12) e Acunzo (11), nonostante un infortunio proprio a Mattia a inizio ultimo periodo, aggiunti a una difesa che concede solo 14 punti nell’ultimo quarto, consegnano a Montecatini la storica Coppa Italia. Meritatissima.

Festa grande al rientro a Montecatini, in Municipio, per strada fino a tarda notte. Per arrivare alla sospirata A2 è servita un’altra dura stagione, lo sappiamo bene. Le vittorie sofferte nelle serie con con Chiusi, Treviglio e Roma negli ultimi playoff, tre volte 3-2. Quindici partite totali per un altro tripudio. Ancora più grande, ancora più importante.

E’ passato un anno e mezzo, anzi 19 mesi a essere precisi, da quella Coppa Italia. E il destino rossoblù incrocia di nuovo quello del PalaDozza e stavolta della Fortitudo.

Gradini da salire due alla volta, con entusiasmo, cuore in gola ma anche con massimo rispetto e allo stesso tempo consapevolezza.

Un pezzo di storia da fare tutti insieme, ancora una volta. Destinazione Bologna.

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