Dopo la sconfitta casalinga con Cento, il commento dopo gara di coach Marco Andreazza è improntato sul realismo ma anche sulla prudenza: “Il merito va dato sempre a chi vince ma sicuramente c’è molto del nostro – dice il coach del La T Gema – eravamo riusciti nei primi due quarti a mettere la partita nei binari giusti con grandissima abnegazione difensiva, lasciando per strada pochi errori, e con grande fluidità offensiva, quella che ogni tanto ci viene a mancare quando ci intestardiamo. Credo che meglio non avremmo potuto fare, siamo andati sul +16 all’intervallo e poi siamo rientrati mosci. Perché? Non lo so, devo provare a capire. Tant’è che nei primi possessi difensivi non abbiamo fatto quello che avevamo fatto fino a qualche minuto prima, tipo mettere il corpo e pressare sulla palla. Abbiamo subito canestri troppo facili da Woodson, da Montano, da Aradori. Inoltre abbiamo concesso troppi rimbalzi in attacco, che nelle battute finali sono stati sanguinosi. Le partite ovviamente durano 40 minuti e noi siamo stati troppo poveri, sotto tutti i punti di vista, nei secondi due quarti. Siamo stati anche sfortunati, tra palloni spizzati, 24 secondi e bombe subite, ma appellarsi alla sfortuna non serve. Se tu lasci 14 rimbalzi offensivi e tiri 11 volte meno dell’avversario, è chiaro che la coperta risulta corta. Sono abbastanza rammaricato, soprattutto per come abbiamo approcciato il terzo quarto perché c’erano i presupposti per cui Cento, che veniva da una netta sconfitta casalinga pochi giorni fa, potesse abbassare la testa restando oltre la doppia cifra di vantaggio nei primi 5/6 minuti del terzo quarto. Invece il break si è assottigliato troppo presto e lì ho visto qualche faccia sconsolata. E’ un po’ l’immagine della nostra stagione fino ad adesso”.
Di fronte ad una sconfitta piuttosto inaspettata e lascia amarezza un po’ diffusa, è necessario fare in modo che l’ambiente non vada in subbuglio, ed è su questo punto che l’allenatore rossoblù prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: “In questo momento prevale il dispiacere per il lavoro che stanno facendo i ragazzi e lo staff, anche per poter dare una soddisfazione in casa ai nostri tifosi. Dobbiamo mantenere la barra dritta, dobbiamo mantenere la lucidità per capire dove migliorare questa squadra. Non siamo ultimi e questo è buono, la gente potrà vederlo come una magra consolazione ma io ho ben chiaro che cosa ci siamo detti nel momento in cui siamo ripartiti dopo la vittoria del campionato dell’anno scorso. Dobbiamo provare a salvare la categoria in tutti i modi e se qualcuno pensava di fare voli pindarici si è sbagliato, così come se qualcuno pensa che siamo morti e sepolti”.






























































