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Coach Andreazza arringa: “Siamo in finale, adesso c’è bisogno di tutti”

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Se fosse stato un match di pugilato, alla fine dei conti della serie con Treviglio, La T Gema sarebbe arrivata in finale ai punti. Considerando tutto, mettendo nel calderone la qualità difensiva e le occasioni sprecate, la squadra di Andreazza ha meritato il passaggio del turno, nonostante il clamoroso passaggio a vuoto di garauno, che ha costretto i rossoblù ad una affannosa rincorsa.

La T Gema ha mostrato nuovamente qualità tecniche e morali indiscutibili e per certi versi inarrivabili, se pensiamo che domenica ha vinto la terza partita spalle al muro in poco meno di 10 giorni, ad iniziare da gara5 con Chiusi. Tre vittorie con un solo denominatore: solidità e consistenza. “Si è vero – commenta coach Andreazza – quando sei spalle al muro bisogna vincere e non ci sono scuse, se perdi vai a casa e se hai voglia la spieghi. Siamo stati bravi in tutte e tre le occasioni, trovando sempre protagonisti diversi. Che siamo solidi è da inizio stagione, abbiamo avuto qualche passaggio a vuoto ma fondamentalmente siamo stati sempre sul pezzo. La gente che viene a vedere la partita guarda la prestazione, ma noi dobbiamo guardare a quel che succede durante la settimana, lavorando talvolta a ranghi ridotti e riadattarci ogni volta. Abbiamo perso il nostro leader emotivo e ne abbiamo trovati altri, abbiamo ritrovato Bedin dopo un infortunio pesante e lo devo ringraziare perché sta spingendo come non mai. La nostra squadra ha una grande voglia di vincere, ed ha una dose infinita di attributi”.

La soddisfazione del coach rossoblù è lampante e meritata, alla sua seconda finale promozione elogia Treviglio (“avversario tosto, che ha giocato una serie strepitosa”) e cerca di accarezzare anche i giocatori che in questa serie hanno giocato poco: “Io credo che a questo punto abbiamo dei giocatori che sono dentro di testa, mi riferisco a Nicolò Isotta che non gioca perché non è dentro la serie, non è obbligo farlo giocare si può vincere anche giocando in cinque, ma nelle ultime due partite non è stato passivo e spettatore, è stato partecipe di un qualcosa in cui lui ha contribuito. Acunzo, giocatore stratosferico, migliorato in modo incredibile dal punto di vista mentale e tecnico, ha giocato una serie non buona, e un po’ di panca gli farà bene. Questo per dirvi che se vogliamo competere abbiamo bisogno di tutti, e archiviata la serie con Treviglio ci aspetta la finale con Roma dove ci saranno certamente dinamiche diverse, e io so di poter contare su tutti perché sono grandi persone e grandi uomini”.

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