Nel dopo partita del match del PalaCipir, coach Marco Andreazza non usa giri di parole nella sua disamina: “C’è poco da commentare – dice il coach del La T Tecnica Gema – La Paffoni è sempre stata sopra e la sensazione è che andassero il doppio di noi. Sappiamo di venire da un momento di grande difficoltà fisica: non è un alibi, ma è chiaro che ci sono poche partite che puoi vincere con le scarpe slacciate o un roster ridotto. Adesso dobbiamo metabolizzare questo terzo ko di fila, che è frutto di tante piccole cose che succedono in settimana e si ripercuotono sulla partita. Parlo di malanni, infortuni e influenze: cose che capitano sempre durante un campionato. Le ultime tre sconfitte sono coincise con partenze a rallentatore, per usare un eufemismo. Rimescolando i quintetti, abbiamo trovato le cinque persone che hanno deciso di mettere un po’ di sudore, di cazzimma in campo, ma non è bastato. Ma la verità è che è stata una partita povera e che Omegna non deve aver faticato molto per vincerla. La prossima con Agrigento? Prima di pensarla dobbiamo allenarla, ritornando ad avere continuità in allenamento. Sappiamo che il campionato di B è una maratona dove devi anche saper soffrire, però certi tarli non sono nel DNA delle mie squadre. Bisogna quindi cercare di capire bene dove i problemi sono dettati da malanni o infortuni e dove invece c’è qualcosa da estirpare subito».
Coach Andreazza amaro: “Una partita povera”






























































